U. S. A U R O R A U R U R I 1924
A Ururi tornai nel giugno del sessantasette, appena chiuse le scuole: tenevo i miei bei sedici anni; che se ci penso adesso… mi viene in faccia una spruzzata gelida di nostalgia. Mio padre sognava di scacciare dalla campagna il suo unico figlio e farlo diventare un rispettabile professionista, era il desiderio di tutti i papŕ agricoltori. Per questo dopo la terza media mi aveva mandato a studiare in un noto liceo di Roma: il Virgilio. Doveva essere, quello, il trampolino di lancio per una carriera ricca di successi. L’esperienza romana invece fu un disastro: in parte per la mia modesta preparazione di base, in parte per una vita cittadina innaturale, in parte per il mio scarso impegno, vissi nella capitale due anni amari e tornai al paesello natio senza risultati. ecc. ecc.
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